Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

26 gennaio 2014

Conoscere, amare e seguire i Profeti di Dio (Sermone 24.01.2014)


Sermone del Venerdì, in italiano dal minuto 12:11
Tema: Bisogna conoscere tutti i profeti e messaggeri di Dio, buisogna amarli e rsipettarli e seguire il loro esempio

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9 gennaio 2014

La bufala delle "jihadiste del sesso" in Siria

 Fonte: Corriere del Ticino, 08.01.2014

E la guerra in Siria inventò le “jihadiste del Sesso”

di Carlo Silini
jihadista presentata come prostituta dai media 
Quello delle presunte prostitute-spose o spose-prostitute tunisine inviate a sollazzare i guerriglieri jihadisti in Siria senza farli peccare è un caso mediatico che ha dell’incredibile. Forse proprio perché di credibile c’è poco. Eppure sulla vicenda di Ines e di altre ragazze che come lei avrebbero accettato lo statuto di spose temporanee – consentito dall’Islam - per soddisfare le voglie dei ribelli siriani, negli ultimi mesi sono stati versati fiumi di inchiostro. Perfino una giornalista di razza come Giuliana Sgrena, la corrispondente di guerra rapita dai terroristi a Baghdad e poi rocambolescamente liberata nel 2005, ne ha avvallato la fondatezza, riproponendo la scorsa primavera sul “Manifesto” la storia di queste promesse spose per matrimoni a tempo (il tempo di far sesso) a ripetizione con militanti anti-Assad.


Ma come è nata quella che con ogni probabilità è solo una suggestiva e pruriginosa leggenda? E come si è giunti a capire che si tratta di una bufala? La prima cosa da capire è che effettivamente la religione musulmana (almeno quella sciita, ndr) consente il matrimonio temporaneo. Pare, anzi, che dopo la vittoria di Ennhada, il partito islamico in Tunisia, la pratica stia proliferando, come spiegava di recente l’attivista tunisina di Human Watch, Amna Guellali. Si tratta, nota Guellali, di un’usanza ereditata dall’Islam sciita e rispolverata dagli studenti salafiti che non hanno i mezzi finanziari per sposarsi per assicurarsi relazioni sessuali “senza peccare”. Visto, poi, che parecchi di loro sognano di impegnarsi nella “liberazione” della Siria, l’ipotesi che effettivamente ci siano delle ragazze, in realtà prostitute, che si prestano a questi “matrimoni” rapidissimi e puramente formali, a molti non deve essere parsa così peregrina. Soprattutto dopo la pubblicazione di un video dalla Siria che mostrava la vendita di una ragazza ai jihadisti (e curiosamente nessuno, all’inizio, ha fatto notare che era stato prodotto dal regime di Assad) e la diffusione della storia di Ines.

6 gennaio 2014

TUNISIE. La vérité sur le "djihad sexuel"

Le Nouvel Observateur

ENQUÊTE. Au nom d'un prétendu djihad du sexe, des jeunes femmes seraient contraintes de rejoindre la rébellion syrienne. Manipulation ? Fantasme ?

Extrait d une vidéo de propagande syrienne montrant une jeune fille qui aurait été vendue aux djihadistes. (Capture d'écran)
Extrait d une vidéo de propagande syrienne montrant une jeune fille qui aurait été vendue aux djihadistes. (Capture d'écran)
On lui avait promis le paradis. Alors Inès, étudiante tunisienne de 17 ans, a accepté de contracter un mariage avec un condisciple de la fac d'histoire de Tunis et de le suivre en Syrie, où il a décidé de rejoindre les mouvements de libération. Son mari lui impose le port du niqab, puis la répudie. La jeune fille épouse alors Abou Ayoub, l'un des chefs de Jabhat al-Nosra, mouvement djihadiste qui se revendique d'Al-Qaida. Une fois le mariage consommé, il rompt et Inès convole avec un autre combattant.
Chaque semaine, elle aura ainsi... cinq nouveaux maris. L'union ne dure que quelques heures, le temps d'agrémenter le repos des guerriers. En six mois, Inès passera entre les bras de 152 djihadistes et s'occupera des tâches ménagères. "Tous les rituels étaient respectés", selon la jeune femme, à qui ses "compagnons" ont expliqué qu'il n'y avait là "rien d'illicite". En août 2013, l'étudiante regagne la Tunisie, veuve et enceinte de six mois...

La rumeur embrase la Tunisie

Terrifiante et édifiante histoire... En Tunisie, on lui trouve aussitôt un nom : désormais, on va parler de "djihad sexuel". Aussitôt, les réseaux sociaux s'enflamment, déclenchant évidemment révolte et haut-le-cœur. La presse s'en empare et, bientôt, les journaux du monde entier. Mais curieusement personne ne se pose alors la question de savoir si les faits sont avérés. Car cette rumeur qui enfle à travers le pays s'emboîte à la perfection dans les névroses de toute une société électrisée par les déchirements post révolutionnaires et traumatisée par le départ de nombreux jeunes décidés à s'enrôler en Syrie. Une machine à fantasmes se met alors en marche. Implacable et dévastatrice.
Très vite, on croit savoir qu'Inès ne serait pas la seule victime. Il y en aurait des centaines, pourquoi pas des milliers ! On trouve même un nom - "les djihadettes" - pour désigner ces jeunes femmes converties à l'islam le plus rigoriste, qui commande d'abandonner sa famille pour rejoindre le djihad contre les infidèles. Et puisque les femmes sont réputées peu aptes au maniement des armes, les takfiri - les salafistes combattants - leur proposent une autre sorte de guerre sainte : le djihad al-nikah, littéralement "djihad du contrat de mariage". Il s'agit de contracter un mariage temporaire pour satisfaire les besoins sexuels des combattants et au passage gagner le paradis. Selon les personnes prétendument bien informées, ce "combat sexuel au nom d'Allah" aurait été encouragé par la fatwa d'un Saoudien, le cheikh Muhammad al-Arifi.

3 gennaio 2014

Coppia di svizzeri uccisi in Egitto dopo essersi convertiti all'Islam

Coppia svizzera sepolta in giardino
IL CAIRO - Nuovo arresto stamane in Egitto per l'uccisione di un'anziana coppia di cittadini svizzeri che risiedeva da tempo a Hurgada, località turistica sul Mar Rosso, i cui cadaveri sono stati scoperti sepolti nel giardino della villa in cui marito e moglie abitavano. L'arrestato è un cuoco di 36 anni, dopo la cattura avvenuta ieri di un giovane di 25, che lavorava presso i coniugi come guardiano, mentre un terzo uomo viene ricercato.

Da fonti della sicurezza si è saputo che il cuoco e sua moglie - che è stata anche fermata - sono stati trovati in possesso di un frigorifero e di altri elettrodomestici che avrebbero portato via dalla villa, dopo il delitto. Sembra che il progetto degli assassini fosse di impadronirsi dell'abitazione.

La coppia di svizzeri era scomparsa da una settimana ed il ritrovamento è avvenuto nel corso di indagini avviate dopo che il figlio si era rivolto alla polizia per averne notizie. Lo stesso figlio ha dichiarato alla polizia che in una comunicazione recente il padre e la madre gli avrebbero detto di essersi convertiti alla religione islamica.

Ats Ans

Fonte: Ticinonline del 03.01.2013

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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]