Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

30 dicembre 2013

Siria: Le false notizie sui cristiani decapitati o convertiti all'Islam e sulle "jihadiste del sesso"

Fonte: DER SPIEGEL

ribelli siriani
Il ruolo dei jihadisti stranieri legati ad al-Qaeda in Siria è stato oggetto di un intenso dibattito nei media occidentali, sia tra i "think tank", sia dentro i governi stessi. Eppure, nonostante l'attenzione prestata al problema, la ricerca dell'attendibilità dietro alle notizie riportate e pubblicate è spesso minima.

C'è una buona ragione per questo:
Pochissimi giornalisti stranieri sono ancora in viaggio nelle zone della Siria che non sono più controllate dal regime di Bashar Assad . Naturalmente,  anche altri fattori influenzano la segnalazione delle notizie stesse.

Fin dall'inizio il regime, nella sua propaganda, ha descritto l'insurrezione come l'azione di "terroristi stranieri", ed ha spesso usato i media russi, in particolare, come piattaforma per diffondere i falsi resoconti degli eventi.
All'inizio di settembre, per esempio, il regime ha attribuito ad al-Qaida un attacco da parte di diversi gruppi ribelli contro due checkpoints controllati da miliziani cristiani nella città siriana occidentale di Maaloula. Il regime ha sostenuto che il gruppo aveva attaccato e danneggiato le chiese, che ha spinto i cristiani nelle strade e li ha costretti a convertirsi all'Islam, con la minaccia di decapitazione se non lo facessero . Questa versione orribile della storia è stata riportata dalle agenzie di stampa  americane e britanniche. 
Purtroppo , pochi hanno riferito che le suore del monastero di Tekla di Maaloula avevano negato che tali attacchi avessero avuto luogo.

Ma chi verifica l'attendibilità dei fatti riportati?
C'è una tendenza generale nei media di riportare ogni presunta atrocità di al-Qaeda per ottenere un grande ascolto, ma senza alcun riguardo nel verificare la storia e la sua attendibilità. Gli esempi sono numerosi: dagli  attacchi alle chiese, al presunto esodo delle giovani donne tunisine che praticherebbero il cosiddetto "Jihad del sesso" in Siria , dove decine di giovani donne combattenti sono falsamente accusate di “condividere” i loro corpi per la causa siriana.

La presenza di stranieri radicali ( anche quando non erano nemmeno lì ) è spesso usata come argomento contro qualsiasi intervento militare o anche solo nel fornire aiuti di armi ai ribelli .

Fonte 1: DER SPIEGEL , "Jihad Tourists: How Dangerous Are Syria's Foreign Fighters?"
Fonte 2: Le Nouvel Observateur , TUNISIE. La vérité sur le "djihad sexuel"


Le suore in salvo dopo la seconda cattura della città


29 dicembre 2013

Syria - The false reports of attacks against christians, of forced conversions to Islam and of "Sex Jihad"

rebel fighters in Syria
The role of foreign jihadists linked to al-Qaida in Syria has been the subject of intense discussion in the Western media, among think tanks and inside governments. Yet despite the attention paid to the issue, the research behind the reports published is often thin.

In early September, for example, the regime attributed an attack by diverse rebel groups on two checkpoints held by Christian militiamen in the western Syrian city of Malloula to al-Qaida. It claimed that the group had attacked and damaged churches and that it drove Christians into the streets and forced them to convert to Islam, with the threat of decapitation if they didn't. This horrific version of the story made its way into reporting by American and British news agencies. Indeed, few reported that the nuns at Maaloula's Tekla monastery had denied that such attacks had even taken place.There's a good reason for this, too: Very few foreign journalists are still traveling within the areas of Syria that are no longer controlled by the regime of dictator Bashar Assad. Of course, other factors also influence the reporting. Right from the start, the regime described the insurgency in its propaganda as the action of "foreign terrorists," and it has often used the Russian media in particular as a platform for spreading false accounts of events.


Where Are the Fact-Checkers?
There's a general tendency in the media for any story of a purported al-Qaida atrocity to get considerable coverage without any regard for fact-checking the story and its accuracy. The examples are numerous -- from attacks on churches to the alleged exodus of radical young Tunisian women making "sex jihad" in Syria, where dozens of young fighters are purportedly sharing their bodies for the cause.
The presence of foreign radicals (even when they weren't even there) is often used as an argument against any military intervention or even just providing weapons aid to the rebels.

Source: DER SPIEGEL , "Jihad Tourists: How Dangerous Are Syria's Foreign Fighters?"
2nd source: Le Nouvel Observateur , TUNISIE. La vérité sur le "djihad sexuel"


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8 Stunning Linguistic Miracles of The Holy Quran



In inglese

Quran's Challenge for a Literary Equivalent to God's Words remains unmatched even after One and a Half Millenium.

And now using the most modern of Technological means of communication available to us, The Linguistic Miracles are being re-told so that anyone and everyone can enjoy these Linguistic Miracles of The Divine Book.

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20 dicembre 2013

I musulmani in Ticino NON vogliono vietare il Presepe e le canzoni natalizie



Sotto Natale gli islamofobi ritornano alla carica, insinuando, senza nessuna prova, che i musulmani non accettano le tradizioni cristiane nelle scuole pubbliche.

In questo video si afferma e si ripete che i musulmani non vogliono vietare i crocifissi, i riferimenti religiosi nelle scuole pubbliche, negli inni nazionali, nelle Costituzioni, ecc.

Estratto dal dibattito: "Ma Gesù bambino disturba la festa?" andato in onda il 17.12.2013 sulla trasmissione Piazza del Corriere di TeleTicino


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16 dicembre 2013

Un falso discorso di Putin contro i musulmani e la Shari'ah

BUFALA – Putin lancia un monito da applausi contro i musulmani


Fonte: Bufale e dintorni


falso discorso  di Putin che circola su internet
Questo messaggio che sta girando su internet attraverso forum e blog politici, pubblicazioni nelle reti sociali ed email, evidenzia le parole piuttosto stridenti pronunciate presumibilmente dal presidente russo Vladimir Putin durante un discorso del 4 febbraio 2013 alla “Duma” (la Duma di stato – la camera bassa dell’Assemblea Federale di Russia). Secondo il messaggio, Putin ha informato rudemente le minoranze etniche che, se vogliono vivere in Russia, devono parlare Russo, rispettare le leggi russe e seguire gli usi e le tradizioni russe. Putin ha anche evidenziato che quelli che preferiscono la Sharia dovrebbero andare in un posto dove vige questa legge. Putin dice anche presumibilmente che la maggior parte delle minoranze ha modi primitivi e lacune culturali e che la Russia non ha bisogno di queste minoranze.
Tuttavia, non c’è nessuna prova credibile che Putin abbia effettivamente pronunciato questo discorso. Un discorso con quelle parole non è evidenziato nella sezione dei discorsi e trascrizioni del sito del presidente russo il 4 febbraio 2013 o in qualunque altra data di febbraio. Inoltre, ricerche sul sito web e le pagine archivio del Cremlino, non rivelano trascrizioni di questo discorso.
Inoltre, non ho potuto trovare nessuna notizia autentica su un discorso di Putin come quello descritto. Sembra molto improbabile che almeno pochi giornalisti politici non abbiano scritto su un discorso come questo. Neanche si trovano le reazioni pubbliche delle minoranze affettate da questo discorso.

10 dicembre 2013

Norvegia - La falsa notizia dei musulmani che chiedono alla giornalista di togliersi il crocifisso

La vicenda è stata strumentalizzata da molti siti e pagine spazzatura per aizzare odio indiscriminato verso i musulmani.


BUFALA – Norvegia, le proteste dei musulmani contro un crocifisso



Questa notizia ha cominciato a gironzolare in Italia su Facebook e sulla blogosfere intorno al 7 novembre 2013. In pochissimi giorni c’è stato un ping pong di testate giornalistiche autorevoli e non che hanno pubblicato la notizia con qualche variante. Il fattor comune era che, a seguito di una protesta di musulmani che sono una minoranza in Norvegia, la conduttrice televisiva e giornalista dell’emittente norvegese NRK Sørlandet, Siv Kristin Saellmann è stata costretta a togliersi un ciondolo a forma di croce. Alcune testate giornalistiche hanno confermato che i musulmani erano i responsabili della protesta, altri hanno affermato che la conduttrice era stata licenziata, altri ancora hanno detto che era stata sospesa o interdetta da mostrarsi in televisione.
Nelle affermazioni sopra citate non c’è niente di vero.

In Moschea mi sento a casa



Il nostro giovane Leonardo ha partecipato ad un progetto dove si doveva descrivere una  esperienza personale con un oggetto fisico, alla fine ha scelto di parlare della sua esperienza con la Moschea.

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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]