Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

25 settembre 2013

Articolo sul sermone dell'imam Jelassi sulla votazione anti-burqa - CdT del 24.09.2013

Quel sermone di fuoco prima del voto 
Nelle parole dell’imam Jelassi del centro di Viganello un invito a rispettare le leggi non privo di accenni polemici

Fonte: Corriere del Ticino, 24.09.2013


CdT del 24.09.2013
«Difendiamo l’Islam col nostro com­portamento ». All’indomani del voto che ha decretato l’iscrizione nella Co­stituzione ticinese del divieto del burqa, il mondo islamico di casa nostra sem­bra volersi

19 settembre 2013

L'ingiustizia nei mesi sacri e l'odio contro l'Islam (votazione anti-burqa)



Sermone del venerdì. in italiano dal minuto 24:23
Tema: La gravità della ingiustizia durante i mesi sacri e la propaganda di odio contro l'Islam durante la votazione contro il burqa in Ticino.

 Leggi anche:

16 settembre 2013

Conferenza stampa sulla votazione anti-burqa, 18.09.2013

Hotel Splendid Royal, 18.09.2013, ore 10:00
La "European Muslim League" (EML) e il "Consiglio Centrale Islamico Svizzero" (CCIS) di comune accordo prendono posizione per il ballottaggio cantonale sul disegno di legge riguardante l'ottenimento di un divieto di dissimulazione del viso cioè del velo islamico.

La maggioranza dei musulmani svizzeri non si è espressa finora sul dibattito della votazione ticinese circa la questione del divieto del velo islamico sul viso. Il prossimo Mercoledì 18 settembre 2013 il "Consiglio Centrale Islamico Svizzero" (CCIS), insieme con la "European Muslim League" (EML), prenderà per la prima volta posizione dettagliata all’occasione di una conferenza stampa che si terrà a Lugano e annuncerà per i giorni rimanenti prima del voto una campagna di motivazione.

Nora Illi, una delle poche cittadine svizzere musulmane che sarebbe toccata personalmente da tale possibile divieto si esprimerà tra altri esponenti musulmani sul problema in argomento.

Saranno presenti alla conferenza stampa:

Nicolas Blancho (Presidente IZRS)
Alfredo Maiolese (Presidente della European Muslim League EML)
Ferah Ulucay (Vice Segretario Generale)
Janina Rashidi (Dipartimento per l’Informazione e Relazioni Pubbliche CCIS)
Abdel Azziz Qaasim Illi (Responsabile Informazione e Relazioni Pubbliche CCIS)
Nora Illi (Responsabile Dipartimento delle Donne CCIS)

Data: Mercoledì 18 settembre 2013, ore 10:00
Indirizzo: Hotel Splendide Royal, sala „Azalea“, Riva Antonio Caccia 7, CH-6900 Lugano
Lingue: italiano, tedesco e inglese

Leggi anche:

Anti-burqa: “Sono idee razziste copia e incolla che si diffondono come un virus” - il Caffé - 15.09.2013

Fonte: "Il Caffé" del 15.09.2013

L’attesa, le paure e la replica delle comunità islamiche del Paese

La comunità islamica del Ticino attende l’esito della votazione di domenica 22 settembre con un misto di rassegnazione e di orgoglio. Più che la paura dell’allargarsi della crepa creata dal voto contro i minareti” del 2009, il timore è che il sentimento anti-islamico si diffonda ancor di più. Timori come quelli espressi dalle donne musulmane presenti tra il folto pubblico per il dibattito: “Burqa: libertà di chi per chi”, che si è tenuto govedì scorso al Palazzo dei congressi di Lugano.

Una fede non si cancella. Non ci sono riusciti i regimi comunisti in sessant’anni e non ci riusciranno certo le forze di estrema destra ticinesi - afferma senza nascondere la sua amarezza il presidente della Lega dei musulmani ticinesi, Gasmi Slaheddine -. Siamo pronti ad assorbire l’impatto di quello che già prevediamo essere un successo del divieto di ‘dissimulare il volto’, ma non è questa decisione che ci sgomenta. La nostra paura è per i riflessi che questa votazione avrà”. Si teme l’effetto rimbalzo, il contagio dell’islamofobia: “Come avvenuto in Francia su più ampi strati della popolazione di queste idee razziste copia e incolla che nascondono solo una manifestazione d’odio verso la nostra fede. Il velo non c’entra nulla, diciamolo, il vero obiettivo da colpire è la fede islamica”. Non meno duro il presidente dell’Associazione delle organizzazioni islamiche di Zurigo, Muhammad Hanel, che risponde affermativamente alla domanda se un’iniziativa come quella ticinese non contribuisca ad alzare il muro della diffidenza. “L’iniziativa - dice - è un ulteriore, spiacevole ostacolo all’integrazione, che si riallaccia ad altri episodi, come il voto sui minaretti, ad altri attacchi sul velo islamico o contro i cimiteri mussulmani”. Per lui, nel caso di un sì, si deve mettere in conto che possa costituire un precedente anche per altri cantoni.

Non si capacita, invece, l’Imam di Viganello per come il divieto di “dissimulazione del viso” si sia trasformato in un referendum antiburqa: “Indipendentemente dall’esito della consultazione, mi ha colpito il basso livello del dibattito, confuso, poco serio per non dire manipolato spiega Sheik Samir Jelassi Radouan -. Non ho sentito una parola sulla convivenza pacifica, sul rispetto della fede, l’apertura, l’integrazione... Mi aspettavo voci sagge di politici, intellettuali, anche di religiosi; invece ho notato un silenzio

14 settembre 2013

Ticino - Legge anti-burqa: misura inutile e a danno di musulmani ed ebrei ortodossi

Giornale del Popolo, 09.09.2013, intervista all'imam Samir Radouan Jelassi


"NESSUNO METTE IL BURQA, QUINDI QUAL'È IL PROBLEMA?"

Imam Samir Radouan al-Jelassi, qual è la posizione dei musulmani che vivono in Ticino su questa votazione ?

Secondo noi si tratta di un tema senza senso. Si tratta infatti di un problema che non esiste. Come al solito infatti si andrà a votare in un clima di generale confusione, su un tema non ben identificato, che porterà a mescolare giudizi sull’Islam, sugli stranieri, sul burqa, su come va il mondo ecc… è qualcosa che si ripete, purtroppo.


Allora ci si esprimerà su un non-problema…

Sì. In Svizzera nessuno porta il burqa. I musulmani sono una componente ben integrata della società, pacifica, che contribuisce allo sviluppo del Paese, nel rispetto delle leggi e dei costumi della Svizzera. Ripeto: la politica dovrebbe occuparsi dei problemi veri, i giovani, la crisi economica, la violenza. Non crearne di nuovi.


Cosa dice l’Islam sulla necessità, per le donne, di coprire il viso?

In effetti il burqa è legato a tradizioni locali dell’Afghanistan e di una piccola parte del Pakistan. Laggiù è portato anche da non musulmani, proprio perché legato a una tradizione territoriale di quei posti. Vi è poi il velo integrale (il niqab), la cui motivazione per indossarlo é diversa: per alcuni si tratta di un costume tradizionale, per altri è in conformità con una  opinione  religiosa ortodossa. Tanto che anche in altre tradizioni religiose si osserva la copertura integrale del viso, ad  esempio con alcune donne ebree ortodosse a Gerusalemme. Fra i sapienti musulmani la maggioranza non considera obbligatorio questo tipo di velo. Alla fine le singole persone possono scegliere.



Un divieto entrerebbe comunque in collisione con questa libertà di scelta…

Certo, soprattutto se lo stesso fosse motivato da ragioni di carattere religioso culturale. D’altra parte Amnesty International o altre organizzazioni per i diritti umani hanno già denunciato pubblicamente

6 settembre 2013

Il problema della indifferenza (Sermone del 06.09.2013)



Sermone del venerdì, in italiano dal minuto 25:37
Tema: Anche si vi é diversità, la Ummah é unica. Ogni musulmano deve interessarsi del suo fratello, se uno soffre, tutti soffrono.

"Sì, questa vostra Comunità è un'unica Comunità e Io sono il vostro Signore. AdorateMi!"
[Corano, 21:92]

Leggi anche:

3 settembre 2013

La diversità alla base dell'umanità e dell'Islam (Sermone del 30.08.2013)



Sermone del venerdì. In italiano dal minuto 24:33
Tema: Siamo tutti diversi, bisogna accettare le differenze e accogliere e guidare chi é rimasto indietro.

Leggi anche:
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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]