Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

30 luglio 2013

Gesù ritornerà e governerà il Mondo da Gerusalemme

Al fine di migliorare la conoscenza reciproca, verrei informare il lettore che il mito che l'Islam rinnega Gesù Cristo è anche questo un falso mito.

Gesù, chiamato in arabo “Isa ibn Maryam”  (Gesù figlio di Maria) o “Al Masiah” (il Messia, il Cristo, l’Unto dal Signore) è considerato nell'Islam uno dei maggiori Profeti e Messaggeri di Dio, portatore del Vangelo (in arabo “Ingil”), nato senza padre dalla Vergine Maria (definita da Dio nel Corano come la migliore donna del Mondo), nella zona di Nazareth in Medio Oriente, ed operò grandi miracoli che il Corano narra svariate volte.

Nel Corano Gesù è nominato 81 volte, è presente in 44 Sure (Capitoli, pari al 30%) del Corano, e vi è la Sura 19 intitolata Maryam (Maria), la madre di Gesù: Una donna presa a modello da tutte le donne musulmane, che seguono il suo codice di condotta e il suo stile di abbigliamento (chi non ha mai visto il velo di Maria in una qualche raffigurazione praticamente identico a quello indossato oggi dalle donne musulmane?).

Si pensi che non esiste invece una Sura o un solo versetto nel Corano ove si nomina la madre del Profeta Muhammad. Questo palesa la grande considerazione che l'Islam ha del Profeta Gesù e del ruolo di sua madre.

Per i musulmani, Gesù e sua madre sono un modello dal quale imparare e da seguire, i quali posseggono tutte le caratteristiche dei migliori credenti di Dio. Ironico pensare che se ce li ritrovassimo per strada nei giorni nostri, chi non rischierebbe di scambiare Gesù e Maria per una tipica famiglia musulmana,  essendo entrambi medio orientali, lui con la barba, lei con il velo in testa e tutti e due con delle lunghe tuniche a coprire i loro corpi?

22 luglio 2013

Corano, Capitolo 5, Surah Al-Mâ'ida [Sottotitoli in italiano]



Corano, Capitolo 5, Surah Al-Mâ'ida

Post-Eg. n°112 , di 120 versetti
L'esegesi ritiene che questa sura sia una delle ultime ad essere state rivelate e in essa è certamente compreso l'ultimo versetto che ricevette l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui).

Tabarî (VI, 80) riferisce che Muhammad (pace e benedizioni su di lui) salì sulla sua cammella e recitò: "Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia Grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l'Islàm" (V, 3). Sentite queste parole la folla ondeggiò colpita da una vivissima emozione e Umar Ibn al-Khattâb si mise a singhiozzare. "Perché piangi Umar?", gli chiese il Profeta. "Piango" rispose "perché fino ad oggi stavamo progredendo nella nostra religione. Ora è perfetta, e ogni cosa che giunge al culmine della perfezione tende a diminuire." "Hai ragione", disse l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui). Umar nella sua grande fede e intelligenza aveva presentito che il livello della tensione spirituale che animava, in quel tempo, la comunità dei credenti, aveva raggiunto un altissimo grado di intensità. La rivelazione del Corano e la presenza dell'Inviato di Allah avevano reso possibile il grande miracolo di trasformare un'accozzaglia di tribù rapaci e ostili le une contro le altre, in un 'Umma Islamica coesa e concorde. Questa carica interiore spinse i musulmani a percorrere il mondo per diffondere la Parola dell'Altissimo (gloria a Lui) e la Sua Legge. Ma, al contempo, la qualità del rapporto tra i credenti e il loro Creatore e tra loro stessi, sarebbe presto diminuita. A meno di tre mesi di distanza da quel giorno di Arafâ il Profeta spirò.

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18 luglio 2013

Scienza: Digiunare per combattere il cancro

"IL DIGIUNO POTREBBE ESSERE IL MIGLIOR MODO PER COMBATTERE IL CANCRO"

LONDRA: Il digiuno in brevi periodi potrebbe aiutare a combattere il cancro ed aumentare l'efficacia dei suoi trattamenti.

The Times of India, 10.02.2012
I ricercatori della University of Southern California hanno scoperto che il digiuno ha rallentato la crescita e la diffusione dei tumori e curato alcuni tipi di cancro quando è stato combinato con la chemioterapia. Si spera che i risultati possano portare allo sviluppo di piani di trattamento più efficaci e ulteriori ricerche sono attualmente in corso.

Negli esperimenti effettuati su topi, hanno scoperto che le cellule tumorali hanno risposto in modo diverso allo stress del digiuno rispetto alle cellule normali. Invece di entrare in uno stato dormiente simile al letargo, le cellule sono aumentate e si sono suddivise e alla fine si sono auto-distrutte.

Cellule tumorali
"La cellula , infatti, ha commesso un suicidio cellulare", il Daily Mail ha citato l'affermazione dell'autore dello studio, Valter Longo. "Quello che stiamo vedendo è che la cellula tumorale cerca di compensare la mancanza di tutte queste cose che mancano nel sangue dopo il digiuno. Cerca di sostituirle, ma non ci riesce."

Per lo studio, pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, Longo e il suo team hanno esaminato l'impatto che il digiuno ha avuto sui tumori del petto, del tratto urinario e ovaio dei topi. Il digiuno senza la chemioterapia ha dimostrato un rallentamento della crescita del cancro al seno, del cancro della pelle (melanoma), del cancro al cervello (glioma e neuroblastoma) - un cancro che si forma nel tessuto nervoso.

In ogni caso, la combinazione del digiuno con la chemioterapia ha reso il trattamento del cancro più efficace. Ma nessun topo è sopravvissuto se trattato solo con chemioterapia.

Per quanto dicono i ricercatori, stanno già esaminando gli effetti del digiuno in pazienti umani, ma solo uno studio clinico della durata di diversi anni potrà confermare se i malati di cancro possono realmente beneficiare con una restrizione calorica.

Fonte: Times of India
Fonte 2: The Telegraph
Traduzione: Leggendo il Corano

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16 luglio 2013

Egitto: I fedeli dell’ancien régime dietro la caduta di Morsi

IL CAIRO. Fra di loro anche Naguib Sawiris, fratello maggiore del magnate di Andermatt Samih.

20 minuti, 11.07.2013
Cosa ci si aspetta da un Paese appena uscito da un golpe militare e che tenta a fatica di insediare un governo provvisorio? In principio che tutti i servizi forniti direttamente o indirettamente dallo Stato siano allo sbando. In Egitto, dopo la caduta del presidente Morsi, sorprendentemente avviene proprio il contrario: scomparse le colonne alle pompe di benzina causate dalla penuria di carburante, finiti gli esasperanti blackout elettrici e ritorno della polizia a garantire la sicurezza per le strade.

Per la Fratellanza musulmana e per gli egiziani più smaliziati, l’improvvisa scomparsa di questi che erano importanti motivi di malcontento contro il presidente islamista ha una ragione chiara: il personale rimasto in servizio dopo la caduta dell’ex-presidente Mubarak e a lui fedele ha remato contro Morsi facendo il possibile per far peggiorare la qualità della vita sotto la sua presidenza e creare così malcontento. «Hanno preparato il golpe», si lamenta con il New York Times Nasir al-Farash, portavoce ministeriale sotto Morsi. «Diversi cerchi dello Stato [...] hanno collaborato a creare la crisi». D’altronde non sono stati gli unici fedeli a Mubarak, o “fulul”, a lavorare per la caduta degli islamisti. Anche Naguib Sawiris – fratello del più noto (alle nostre latitudini) Samih e presidente di Orascom – ha palesato il proprio appoggio alla ribellione. Mercoledì, il milionario egiziano ha dichiarato di aver supportato il movimento “Tamarrud”, “Ribellione”, offrendo ai suoi membri l’utilizzo di tutte le sedi del partito da lui creato, gli “Egiziani liberi”, e pubblicizzando l’organizzazione attraverso il proprio network Tv e il proprio giornale. «“Tamarrud” non sapeva neanche che dietro tutto questo c’ero io», ha spiegato al New York Times, «non me ne vergogno».

Fonte: 20 minuti, del 11.07.2013

Nel video segnalato c’è l’intervista a Mohamed Soudan, responsabile degli affari esteri di Giustizia e Libertà, realizzata nella prima parte ad Alessandria e nella seconda via skype. Lui denuncia un nuovo stato di polizia che ha cancellato i sogni di democrazia raggiunti con la rivoluzione del 25 gennaio 2011, che permise l’elezione libera di Mohammed Morsi. Parla di tutto quello che è accaduto dal 30 giugno come una perdita di tempo e di soldi, di nuovi problemi voluti da Tamarod, che ha avallato di nuovo una struttura militare al Governo. Per Soudan questo sta reprimendo, arrestando, torturando ed uccidendo.

13 luglio 2013

Vi é prescritto il digiuno di Ramadan (khutbah 12.07.2013)



Sermone del venerdì. in italiano dal minuto 28:30
Tema: Il Ramadan
" O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati;"
[Corano, 2:183]

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3 luglio 2013

Il messaggio dell'Islam - Film

Il messaggio dell'Islam (al-Risala)





AL RESALA (THE MESSAGE) durata 3h e 15 min. E’ un film sulla storia dei primi anni dell’Islam, dalla prima Rivelazione del Sacro Corano sul monte Hirà, portato dall’Angelo Gabriele al Profeta Muhammad (saw), all’inizio dell’Era islamica Egira, periodo in cui il Profeta emigrò da Mecca a Medina. Film con attori egiziani, ben interpretato, con panorami stupendi. Nessun attore interpreta la parte del Profeta e della sua famiglia, perché nell’Islam ciò è proibito. Fra i pochi personaggi (compagni del Profeta) interpretati da attori ci sono: Bilàl e Hamza. L’attore Abdallah Gheith recita la parte di Hamza, fra gli altri attori ci sono i famosi (nel mondo arabo) Ahmad Mara, Muhammad Al Arabi e l’attrice Muna Wasef nella parte convincente di Hind. Il film è del regista Moustapha Akkad, lo stesso di “Omar Al Mokhtar” ed è del 1976. Nello stesso anno Akkad girò la versione in inglese “The Message”, con altri attori, fra questi Anthony Quinn nella parte di Hamza, Irene Papas (Hind), ed hanno recitato nella pellicola anche alcuni attori del film precedente come Abdallah Gheith e Muna Wasef.

Tratto da “Mondo Islam” n.2

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2 luglio 2013

"Bestemmiare Dio offende tutti" - Corriere del Ticino - Lettere al giornale - 02.07.2013

Bestemmiare Dio offende tutti

Corriere del ticino, 02.07.2013, sezione "Lettere al giornale"

Corriere del Ticino, 02.07.2013

Sento troppo spesso per le strade ticinesi imprecare contro Dio e questo è un malcostume nuovo nella nostra società. Che si creda oppure meno in Dio, chi bestemmia deve sapere che ferisce molto i sentimenti di un credente. Purtroppo quando cerco di far notare alla persona che si è lasciata andare a certe affermazioni, il fastidio che provocano in me ed altre persone, per prima risposta mi sento dire “comunque non sto mica imprecando contro il tuo 'Allah'!”.
Dopo aver cercato di sfatare il mito che l’Islam fosse una nuova religione apparsa solo 1'400 anni fa, mi voglio soffermare su un altro mito radicato nell’immaginario collettivo.

La credenza che Allah sia “un'altro Dio” oppure se Allah fosse solo il Dio dei Musulmani, è una falsa credenza.
Allah è la parola Araba con cui si dice Dio, più precisamente la parola Allah viene considerata da molti studiosi come la congiunzione di due parole, ovvero AL-LAH, il prefisso “AL” equivale all’articolo determinativo italiano “il”, mentre il suffisso “–LAH” deriva dalla parola araba e semitica “ilah” che significa “dio”, “divinità”. Se qualcuno ha avuto la fortuna di studiare la lingua di Gesù, avrebbe potuto notare il termine “elah” in aramaico e “eloh(-im)” in ebraico per indicare dio. Unendo le due parole si ottiene Allah che sarebbe traducibile nell’italiano “Iddio”, ovvero la coniugazione di “Il dio” che forma appunto la parola “Iddio”.

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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]