Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

30 aprile 2013

27 aprile 2013

La prova che Tamerlan Tsarnaev era sano e salvo nelle mani dell'FBI dopo l'arresto






Guarda il video

Il 19 Aprile l'FBI fa partire una caccia all'uomo per catturare i due sospetti dell'attentato alla maratona di Boston del 15 Aprile 2013
Adesso sappiamo che Tamerlan era vivo e in salute nelle mani dell'FBI, ma dopo risultava morto all'ospedale.

AIUTACI A SCOPRIRE LA VERITÀ !!!

25 aprile 2013

Complotti terroristici organizzati dall'FBI in America

L’FBI organizza quasi tutti i complotti terroristici negli Stati Uniti



L’FBI impiega 15’000 agenti sotto copertura, dieci volte in più rispetto al 1975. Un esercito di spie che negli anni hanno saputo impedire che un numero impressionante di attentati terroristici e di catastrofi avvenissero sul suolo americano. Questi agenti sono anche responsabili di un’altra cosa importante : la preparazione di questi attentati.

Nel corso degli ultimi anni l’FBI ha usato informatori specializzati non solo per classificare i presunti terroristi ma per metterli in trappola sin dalle prime mosse.
Un recente rapporto redatto dal sito Mother Jones e dal Investigative Reporting Program dell’università di Berkeley in California, analizza statistiche eloquenti sul ruolo degli informatori del FBI negli affari di terrorismo di cui si è occupato lo stesso FBI nell’ultimo decennio.
Il rapporto rileva che l’FBI infiltra regolarmente comunità dove sospetta vi siano potenziali terroristi. Qualunque siano le intenzioni reali dei loro obiettivi, gli agenti sono mandati in queste comunità per integrarsi, trovare sospettati che potrebbero condurre attacchi solitari e più o meno incoraggiarli a farlo.
Fornendo armi, fondi e un piano, gli agenti del FBI incoraggeranno queste persone, che da sole non sarebbero passate all’azione, a partecipare alla preparazione di attentati terroristici, unicamente allo scopo di arrestarle prima che l’attentato abbia luogo.
Un ex ufficiale di alto rango del FBI ha confidato a Mother Jones che per ogni informatore ufficialmente impiegato dall’agenzia, sino a tre agenti lavorano, non ufficialmente, sotto copertura.
L’FBI ha utilizzato questi informatori per preparare e poi sventare diversi dei più grandi e potenziali attacchi di questi ultimi anni.
Il rapporto rivela che i tentativi di attacco terroristico alla metropolitana di Washington, in quella di New York, il tentativo di distruggere la Sears Tower di Chicago e molti altri sono state operazioni orchestrate dal FBI.
(Fonte : mondialisation.ca)


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22 aprile 2013

Birmania: "Human Rights Watch" denuncia il governo di massacro contro i musulmani

Birmania. Le autorità partecipano al massacro dei musulmani

Le autorità dello Stato birmano di Rakhin partecipano dal 2012 a una campagna di pulizia etnica contro la minoranza musulmana. E’ l’accusa della ONG Human Rights Watch, che parla di “crimini contro l’umanità”.

Secondo HRW, le forze di sicurezza hanno largamente contribuito al disarmo dei musulmani di etnia Rohingyas, che con armi di fortuna cercavano di difendersi e sono rimaste passive, in alcuni casi hanno partecipato, quando birmani buddisti si sono messi a uccidere uomini, donne e bambini di religione islamica, soprattutto nel giugno e nell’ottobre 2012.
“A volte le forze di sicurezza sono intervenute per impedire le violenze e proteggere i musulmani in fuga, ma più sovente sono rimaste in disparte mentre i musulmani venivano aggrediti, oppure hanno direttamente sostenuto gli assalitori commettendo omicidi e altre violenze – scrive l’associazione umanitaria in un rapporto.
L’atteggiamento delle autorità ha incoraggiate nuovi atti di violenza contro i musulmani in altre zone della Birmania, dice Phil Robertson, direttore aggiunto di per l’Asia di HRW. Robertson ritiene che i musulmani siano vittime di una ghettizzazione che li rende vittime di ogni abuso.
Il rapporto di HRW afferma che le autorità birmane impediscono all’aiuto umanitario di giungere nei campi in cui sono rifugiati i musulmani, campi insalubri dove le persone sono esposte a malattie quali tifo e colera.
Oltre 12’000 persone di religione islamica sono fuggite dalle violenze nello Stato di Rakhin. Diverse migliaia hanno cercato riparo nei paesi vicini, mentre altre hanno cercato rifugio – molto precario – nei campi d’accoglienza allestiti nel centro del paese.



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Birmania: buddisti uccidono musulmani e bruciano moschee

La riconoscenza per i doni di Allah (19.04.2013 khutbah)




Sermone del venerdì. In italiano dal minuto 21:47
Tema: Il ringraziamento si basa sul riconosimento e la riconoscenza per i favori di Allah su di noi


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17 aprile 2013

Burqa sì o burqa no? Un problema inventato

Da "Il Corriere del Ticino", 17.04.13

di MICHELA DELCÒ PETRALLI (deputata dei Verdi in Gran Consiglio)


Il Gran Consi­glio deve decidere se vietare l'occul­tamento del volto nei luoghi pub­blici. La proposta è stata formulata con un'iniziativa popolare costitu­zione promossa da Giorgio Ghi­ringhelli, con lo scopo evidente e di­chiarato di vietare il burqa e il niqab. Il Consiglio di Stato e la maggioranza della Commissione parlamentare propongono di declassare la norma dal rango costituzionale a quello legi­slativo. Nemmeno così, tuttavia, il divieto convince. Mi hanno insegnato che il compito di ogni avvocato è pri­ma di tutto difendere le libertà perso­nali dall'ingerenza dello Stato. Quan­do lo Stato limita queste libertà deve giustificarne la necessità. Il bene che intende proteggere deve prevalere sui nostri diritti fondamentali e la misu­ra proposta deve essere l'unica in grado di tutelare tale bene.
Governo e maggioranza commissio­nale si riferiscono, implicitamente, all'esigenza di riconoscibilità per au­mentare la sicurezza durante dimo­strazioni, riunioni e manifestazioni pubbliche. Ciò sarebbe assolutamen­te difendibile in diritto, poiché in tal caso il mascheramento potrebbe esse­re indizio di offensività. Ma la legge proposta oltrepassa tali ambiti e isti­tuisce un divieto generalizzato di co­prire il volto in tutti i luoghi pubblici. Questa estensione mi sembra immo­tivata e sproporzionata e quindi lesi­va dei diritti personali nonché con­traria alla politica di integrazione.

Non esiste un'esigenza di sicurezza o di ordine pubblico che possa giustifi­care tale imposizione. Quale indizio di offensività si può ravvisare in chi passeggia per le strade o va a fare la spesa? D'altra parte è ormai risaputo che il volto è un fattore di identifica­zione assolutamente fallace, ed è per questo che il riconoscimento ottico e le impronte digitali hanno da tempo sostituito la fotografia. Il divieto as­soluto non è nemmeno l'unica solu­zione per proteggere l'ordine pubbli­co o la sicurezza. Già oggi la polizia dispone di sufficienti strumenti legali per l'identificazione delle persone; dove mancano, si stanno preveden­do. Ne è un esempio il Concordato per prevenire la violenza durante le manifestazioni sportive che il Gran Consiglio ha appena approvato. Non credo nemmeno all'effetto preventivo o dissuasivo di tale misura. Non sarà la paura di una contravvenzione a fermare chi intende violare il diritto penale, rischiando una pena ben più severa di quella proposta con la mo­difica di legge.


Un rapinatore non rinuncerà mai alla maschera solo per paura di ricevere una multa



vietato?
Quella del terrorista che si muove sot­to il burqa o il niqab è una leggenda metropolitana. Che bisogno c'è di na­scondersi sotto una tenda se le bombe moderne si possono nascondere nel fazzoletto o nella borsetta? Ci sono mai stati in Svizzera e in Ticino epi­sodi di violenza nati sotto il burqa? Questa legge sarà applicata coerente­mente a tutti i cittadini? Quale ga­ranzia di parità di trattamento ci of­fre? Dovremo rinunciare alla moda dei grandi occhiali da sole? Al cap­pello calato sugli occhi, al foulard o alla sciarpa d'inverno? 
Saremo tutti puniti, o puniremo solo le donne mu­sulmane? Gira e rigira la proposta di legge, che la si voglia di rango legisla­tivo o di rango costituzionale, finirà con l'applicarsi a loro soltanto. È quindi una legge discriminatoria, che ci mette in aperta opposizione a una cultura diversa dalla nostra e in con­trasto con la politica di integrazione e accoglienza. Qual è allora il bene da difendere? 

Vi è chi sostiene che il burqa sia lesi­vo della dignità e dei diritti della donna, altri ritengono che il burqa impedisca l'integrazione. Per quale ragione ci si preoccupa della dignità delle donne musulmane e non anche della nostra dignità? L'uso che fac­ciamo in Occidente del corpo delle donne,

16 aprile 2013

Egitto: Le provocazioni dei Copti per screditare il governo islamico

Jayson Casper
Il presidente egiziano, Mohamed Morsi, ha ordinato un’inchiesta per fare luce sugli attacchi contro le chiese e contro la stessa cattedrale ortodossa di San Marco al Cairo. Nel corso delle violenze dilagate nella giornata di domenica due persone sono morte e 90 sono rimaste ferite. Ilsussidiario.net ha intervistato Jayson Casper, giornalista e ricercatore americano con sede al Cairo che ha seguito gli scontri nel quartiere di Abbasiya per il quotidiano online Arab West Report.



Ci vuole raccontare che cosa è avvenuto realmente, sulla base delle testimonianze che ha raccolto sul campo?
Negli ultimi giorni si sono verificati due diversi episodi di scontri confessionali. Il primo è avvenuto in un villaggio a Nord del Cairo, caratterizzandosi come un conflitto locale tra comuni cittadini che è sfuggito di mano. A seconda delle testimonianze la provocazione iniziale è attribuita ai cristiani o ai musulmani, anche se il dato di fatto è che un cristiano ha ucciso un musulmano. A quel punto una folla inferocita ha attaccato chiese e negozi gestiti dai copti, con persone provenienti da altri quartieri che hanno portato a

Il Corano e le impronte digitali



"Crede forse l'uomo che mai riuniremo le sue ossa? Invece sì, possiamo persino riordinare le sue falangi."
[ Corano 75:3-4 ]

I miscredenti discutono riguardo la resurrezione che avviene dopo che le ossa dei morti si siano disintegrate nella terra e ciò accade per ognuno di noi nel Giorno del Giudizio. Allah L’Onnipotente risponde che non può solo riunire le nostre ossa ma anche ricostruire perfettamente le nostre punte delle dita.


Perchè il Corano, mentre parla della determinazione dell'identità dell'individuo, parla specificamente delle punte delle dita? 

Nel 1880, l'impronta digitale si trasformò nel metodo scientifico di identificazione, dopo che Francis Golt fece le ricerche. Nessuna delle due persone nel mondo possono mai avere esattamente lo stesso modello dell'impronta digitale. Quella è la ragione per la quale la polizia vuole le impronte digitali in tutto il mondo per identificare il criminale. 1400 anni fa, chi potrebbe conoscere l'unicità dell'impronta digitale di ogni essere umano? Certamente nessuno potrebbe tranne il Creatore Stesso!

Fonte: La Scienza del Corano

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13 aprile 2013

Il ringraziamento a Dio (sermone 12.03.2013)



Sermone del venerdì. In italiano dal minuto 21:39
Tema: cosa é il "Shukr", il ringraziamento ad Allah.
"Allah vi fa uscire dai ventri delle vostre madri sprovvisti di ogni scienza e vi dà udito, occhi e intelletto. Sarete riconoscenti?
[Corano, 16:78]

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11 aprile 2013

USURA: TRA BIBBIA E CORANO

USURA
Il termine Islamico dell'usura è "RIBA".
Questo vero e proprio cancro dell'economia è difatti il responsabile dell'attuale crisi economica mondiale.
Difatti la RIBA non è solo l'interesse sul denaro, ma comprende anche tutta una serie di logiche speculative basate su valori fittizi, i quali portano all'impoverimento (anche tramite l'indebitamento) di intere masse di persone, creando piccole e ristrette oligarchie di ricchi che ne controllano la gestione.
Ma non solo, il Profea Muhammad** disse: " Ci sono 73 maniere di praticare la RIBA, la meno esecrabile equivale a commettere adulterio con la propria madre. La più mostruosa è diffamare un Musulmano".

Quindi si immagina con questo HADITH (detto del Profeta**) quanto sia disgustoso

10 aprile 2013

Superare i problemi della vita tramite "Al-I'tissam" (05.04.2013 khutbah)



Sermone del venerdì. In italiano dal minuto 26:28
Tema: Superare i problemi aggrappandosi a Dio ed alla Sua corda.
"[...] e aggrappatevi ad Allah: Egli è il vostro patrono. Qual miglior patrono, qual miglior alleato!"
[Corano, 22:78]

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9 aprile 2013

Le strane morti dei soldati che uccisero Osama bin Laden

Chi ha fatto uccidere i marines che hanno ucciso Osama Bin Laden?


Il 6 agosto 2011 in Afghanistan era precipitato un elicottero CH-47 Chinook della Nato ed erano morti 31 soldati statunitensi.
Fra di loro vi erano 22 membri del Team Six, l’unità d’élite dei Navy Seals che il 2 maggio dello stesso anno era andata in missione ad Abbottabad, in Pakistan, per eliminare Osama Bin Laden, individuato in una casa di questa città con parte della sua famiglia.
Nel raid il capo supremo di al Qaeda era rimasto ucciso. Il governo statunitense aveva rifiutato di mostrare al mondo il cadavere del nemico a cui – con molta enfasi mediatica – dava la caccia da ben 10 anni.
Dopo qualche giorno aveva diffuso la notizia secondo cui Bin Laden era stato sepolto in mare, dopo una breve cerimonia funebre.
Tornando ai 22 marines uccisi in Afghanistan, si era detto che il loro elicottero era stato colpito da un lanciagranate dei talebani.
I marines del Team Six mandati in missione ad Abbottabad erano 25, scrive il portale European Phoenix : “Venticinque, ma ne son rimasti solo due vivi e vegeti. Dopo aver accoppato Osama Bin Laden, stanno morendo per qualche “mistero” uno dopo l’altro, in una sequenza di “incidenti” che ha dello sbalorditivo.
La prima volta è toccata a ventidue elementi della squadra protagonista del blitz di Abbottabad, precipitati col loro elicottero in missione in Afganistan … l’America che si fa tirare giù un paio di decine di soldati super scelti dai trogloditi talebani armati di schioppo …
E ora tocca a un altro testimone (il 31 marzo 2013, ndr) : Brett D. Shadle, 31 anni, con il suo paracadute si è schiantato al suolo nel deserto dell’Arizona, dopo una collisione con un commilitone. Stavano esercitandosi nei lanci a bassa quota.
Il marines che sparò a Bin Laden tre colpi in testa, invece verserebbe in gravi difficoltà economiche. Ha lasciato la Marina in anticipo e dunque non ha diritto né alla pensione né all’assicurazione sanitaria.
[...] Meglio non far sapere come è andata veramente. Meglio che a questi supereroi super plagiati (l’onore, la fedeltà, …) non venga qualche dubbio. A chi sono stati sparati i famosi “tre colpi alla testa”? A una controfigura?
Il “complesso di Abbottabad” era lo scenario hollywoodiano preparato per l’ennesima sceneggiata?
C’è chi parla della Maledizione di Bin Laden, ma queste “maledizioni” giungono sempre provvidenziali a tappare la bocca a individui diventati scomodi, anche loro malgrado, perché le loro esistenze si sono incrociate con qualcosa che non dovevano sapere, o perché in fondo erano stati formati per fare una brutta fine dopo che non servivano più.”


Fonte: Ticinolive

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8 aprile 2013

MODULE EINES USI-MASTERS EIGNEN SICH FÜR IMAM-STUDIUM - Imam Jelassi - Tessiner Zeitung

Der erste in Europa geschulte Imam der Schweiz glaubt, dass im Westen tätige Geistliche eine europäische Ausbildung brauchen


An Schweizer Universitäten sollen künftig islamische Theologen (Imame) ausgebildet werden. Diesen Beschluss fassten Vertreter von Hochschulen, Bundesverwaltung und muslimischen Gemeinschaften letzte Woche an einer Tagung in Bern. Auch der im Tessin tätige Imam Samir Radouan Jelassi nahm, als einziger Repräsentant der Muslime der italienischen Schweiz, teil. Er ist Mitglied einer zehnköpfigen Arbeitsgruppe, die sich seit Ende 2010 mit der Frage einer Ausbildung in islamischer Theologie in der Schweiz auseinandersetzt. In dieser Arbeitsgruppe sind Mitglieder von Universitäten, Bundesstellen wie auch Muslime vertreten.

Imam Jelassi steht hinter einer aus einer partnerschaftlichen Initiative der muslimischen Gemeinschaft und des Staats entstandenen Imam-Ausbildung: “In ihren Heimatländern ausgebildete Imame treffen in der Schweiz auf neue Herausforderungen. Sie bewegen sich hier in einer anderen Wirklichkeit und müssen neue soziale und kulturelle Aufgaben wahrnehmen und den interreligiösen Dialog führen. Ein Imam in der Schweiz müsse mit Konflikten zwischen eingewanderten muslimischen Eltern und ihren Kindern vermitteln können und bei gemischt-religiösen Ehen Rat wissen. Er selbst habe durch sein Studium der interkulturellen Kommunikation an der Universität der italienischen Schweiz (USI) seinen Horizont erweitert.

Eine in die universitären Strukturen eingebettete Ausbildung, wie es sie beispielsweise bereits an der Universität Tübingen in Deutschland gebe, könnte den Imamen in der Schweiz helfen, mit diesen neuen Herausforderungen im Schweizer Kontext zurechtzukommen. Eine solche Ausbildung an der USI würde insofern Sinn machen, meint Imam Jelassi, als dass einige Module des Masters in interkultureller Kommunikation auch für die Imam-Ausbildung genutzt werden könnten. Doch im Tessin stelle sich das Sprachproblem. Imam Jelassi könnte sich einen Studiengang auf Englisch oder Französisch vorstellen, doch sei es noch zu früh, um ernsthaft über die Ortswahl zu diskutieren.

von Martina Koblela, Tessiner Zeitung, 22.03.2013

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"Der Westen verliert die religiösen Werte" - Imam Jelassi - Tessiner Zeitung

6 aprile 2013

Israele rompe la tregua con Hamas, bombarda Gaza e uccide due palestinesi

Raid israeliano contro la Striscia di Gaza




Gaza-InfoPal /Ma’an. Per la prima volta da novembre scorso, nella serata di martedì 2 aprile, l’aviazione militare israeliana ha effettuato due bombardamenti contro la Striscia di Gaza.
Testimoni oculari hanno riferito di due attacchi aerei israeliani, con un missile sganciato sull’area di al-Tuffah, ed est di Gaza, e un altro nella zona di Beit Lahia, nel nord.
I bombardamenti non hanno provocato vittime, mentre gli aerei da guerra israeliani hanno continuato a sorvolare i cieli di Gaza a bassa quota.
Poche ore prima del raid israeliano, i media ebraici avevano riferito di razzi lanciati dalla Striscia di Gaza contro obiettivi israeliani nel Negev occidentale, nei territori del’48. L’incidente sarebbe avvenuto dopo l’annuncio del decesso del prigioniero Maysara Abu Hamdiya.
L’agenzia stampa palestinese, Ma’an, sul proprio sito web, ha riferito che il lancio dei razzi, prodotti localmente, è stato rivendicato da un gruppo salafita di Gaza.
Stando a quanto riferito da Ma’an, il gruppo, Consiglio della Shura dei Mujahideen, avrebbe dichiarato di aver sparato due razzi contro il kibbutz di Nir Oz, nel complesso coloniale di Eshkol, a sud della Striscia di Gaza.
Le forze di occupazione israeliane, invece, avevano riferito di colpi di mortaio sparati contro diverse aree israeliane vicine a Gaza.

Ticino online del 04.04.2013

Territori, due palestinesi uccisi da esercito

TEL AVIV - Due giovani palestinesi sono stati uccisi nella notte in Cisgiordania dall'esercito israeliano, dopo che - secondo fonti militari - avevano cercato di attaccare una postazione militare con bottiglie incendiarie.
Un primo bilancio parlava di una vittima, di 17 anni. Stamane è stato recuperato un secondo cadavere.
Da Gaza miliziani palestinesi hanno sparato alcuni colpi di mortaio. Nelle località del Neghev vicine alla Striscia sono risuonate le sirene di allarme.
In Cisgiordania l'esercito israeliano ha intanto predisposto severe misure di sicurezza in vista dei funerali - che si svolgeranno oggi a Hebron - di Maysar Abu Hamadyia, un detenuto palestinese di 64 anni morto nei giorni scorsi per un tumore mentre scontava un ergastolo in Israele.
Da parte palestinese si accusa Israele di responsabilità diretta nella sua morte per "mesi di negligenze mediche". Israele replica di avergli prestato la assistenza necessaria.

ATS

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Israele bombarda Gaza e si finge vittima

5 aprile 2013

Ummah News Italia: Pakistan e le banche Islamiche

Ummah News Italia: Pakistan e le banche Islamiche:
Venerdì 05/04/2013
KARACHI - La crescita rapida del sistema bancario islamico del Pakistan, ha sorpreso la maggior parte degli economisti, un gruppo di analisti del settore prevede un ulteriore crescita agevolata dalle grandi potenzialità del settore. Continua.

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LA FINANZA ISLAMICA: Una soluzione alla crisi del debito

4 aprile 2013

Quando il vicino è musulmano...

Guarda il video

01.06.2011

"LUGANO - Alla moschea di Viganello ieri è stata una giornata di festa. Tra le 2500 persone che hanno aderito alla giornata dei vicini, che si celebra da qualche anno a Lugano e in tutto il mondo , una sessantina si sono ritrovate al centro culturale e di preghiera islamico di via Bottogno per trascorrere una serata in compagnia. Attorno alle tavole imbandite di dolci e carni speziate d'aromi d'oriente uomini e donne dai Balcani, dal Medio Oriente, dall'Africa, ma anche dall'Italia e dal Ticino. A riunire tutti quanti è stata la volontà comune di stare insieme, di conoscersi per superare pregiudizi e paure. Un incontro carico di significato."
Leggi l'articolo su Ticino Online

3 aprile 2013

Birmania: violenze contro i musulmani, scuola islamica in fiamme, 13 ragazzini morti

Ticino online, il 02.04.2013

Myanmar
Brucia scuola islamica, muoiono 13 ragazzini

L'episodio giunge sulla scia di recenti violenze contro la minoranza musulmana nella regione centrale del paese

Foto Keystone
BANGKOK - Un incendio scatenatosi per cause non ancora accertate ha provocato nella notte la morte di 13 ragazzini, tutti maschi, in una scuola islamica annessa a una moschea a Rangoon, in un episodio che giunge sulla scia di recenti violenze contro la minoranza musulmana nella regione centrale del Paese, che hanno causato almeno 43 morti.

Video
Le fiamme si sono sviluppate attorno alle 2 nel dormitorio nell'area di Botataung, alla periferia est dell'ex capitale. Nonostante il successo dei vigili del fuoco nell'estinguere il rogo e far uscire la maggior parte dei 75 studenti da una porta sfondata, 13 ragazzi - di età tra i 13 e i 14 anni - sono rimasti intrappolati per motivi non ancora chiariti.

Secondo un passante intervistato dalla Reuters, è possibile che le porte fossero sprangate per il timore di attacchi da parte dei buddisti, nel clima di tensione diffusosi dopo le ultime violenze.
Quanto alle cause del rogo, la polizia ha inizialmente parlato di probabile cortocircuito di un trasformatore, ma ha in seguito ammesso che sono necessarie ulteriori indagini. Molti attivisti musulmani temono che non si tratti di un incidente, a conferma della sfiducia reciproca dopo i recenti scontri.
Lo scorso 20 marzo, un'iniziale rissa in un mercato è degenerata in una caccia al musulmano nella città di Meikhtila, conclusasi con almeno 43 morti e 12 mila sfollati. Contenute dallo stato di emergenza proclamato due giorni dopo, le violenze di Meikthila si sono però estese in seguito ad altri distretti vicini, arrivando sino a poche decine di chilometri da Rangoon, città dove risiede una radicata minoranza musulmana.
L'anno scorso due ondate di violenze nello stato Rakhine causarono almeno 180 morti e 120 mila sfollati in gran parte tra la minoranza musulmana di etnia Rohingya, evidenziando il forte pregiudizio anti-islamico diffuso tra i birmani e fomentato per decenni dalla giunta militare.

ats
Fonte: Ticino online


Birmania. Ragazzini arsi vivi in una scuola islamica

In Birmania sembra continuare a fare vittime l’odio contro la minoranza musulmana, fomentato per decenni dalla giunta militare.
In anni di pregiudizi, nel silenzio più totale della comunità internazionale i morti si contano a migliaia e le persone cacciate dalle proprie abitazioni sono quasi 200’000
.
Lunedì notte, un incendio divampato in una scuola islamica annessa a una moschea a Rangoon ha provocato la morte di 13 ragazzini.
Un episodio sulla scia delle recenti violenze contro la minoranza musulmana nel paese asiatico (vedi correlati).
Malgrado stia ancora conducendo le indagini, la polizia ritiene si tratti di un incidente e il governo ha chiesto alla popolazione musulmana di non credere alle voci che girano su Internet circa un incendio doloso.
“Secondo l’inchiesta condotta dai poliziotti del quartiere, il fuoco è stato causato da un cortocircuito nella moschea – ha indicato la polizia nazionale sulla sua pagina Facebook ufficiale.
In un contesto molto teso dopo i violenti scontri di queste ultime settimane tra musulmani e buddisti, gli abitanti musulmani del quartiere in cui sorge la moschea si sono radunati per manifestare i loro dubbi circa le cause dell’incendio : “Molti allievi e professori scampati alle fiamme hanno detto che mentre fuggivano scivolavano su un liquido versato al pianterreno. Aveva odore di benzina – ha dichiarato all’AFP Shine Win, leader di un gruppo della Gioventù musulmana, evocando l’ipotesi di un atto criminale.

Fonte: ticinolive


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1 aprile 2013

The Alternative Narrative on Syria Exposed [New Documentary]



Video

Many people think they know what's going in Syria, because they've been given an alternative narrative, from so-called truther sources. We're being told that Assad is innocent and he's just being set up. The truth ain't as straight forward as it looks, or how our conspiracy-shaped minds would imagine it to be. There is stuff going on in Syria that goes beyond western foreign intervention. 

By the way, I do not deny that there are resistance movements that are being supported by foreign entities like CIA, but this does not take away the guilt of the Assad regime. What we are seeing today is similiar to what happened in Afghanistan in the 80's. CIA financed the mujahideen and supplied them with weapons. That did not make them(the mujahideen) terrorists. Now the same thing is happening in Syria, but does this mean that the financed groups like the Nusra front are guilty of the massacres that people attribute to them? No. Unlike the FSA, the Nusra front are known to be disciplined fighters who have set up sharia courts in absence of law and order. Many of the Syrian residents have told the courts that FSA would confiscate expensive cars accusing their owners of being shabeeha. My point is that the syrian resistance is not monolithic, and I oppose any kind of ''terrorism'' perpetrated by ANY group in syria, even if they be Sunnis.

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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]