Crediamo in Dio e in tutti i Suoi Profeti

Di': “Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi”. [Corano, 3:84]

31 luglio 2011

La preghiera musulmana a Oslo




La Norvegia é il paese dove si é registrata la migliore esperienza di apertura alle altre culture e religioni d'Europa: La Norvegia sta facendo scuola su come si può convivere in pace, ma questo da molto fastidio per chi professa paure e posizioni islamofobe.
Il Primo funerale era proprio di una sorella musulmana scappata dall'Iraq 12 anni fa.
Questa cultura islamofoba dimostra che hanno in odio i "perfetti" casi di integrazione, perchè vanno contro le loro affermazioni di un multicultralismo pericoloso e rendono evidente a tutti che sono motivati solo dall'odio verso i musulmani e gli stranieri in generale e non da paure di subire violenze, lapidazioni o matrimoni forzati dai "terroristi" islamici che vivono in Norvegia.



Si mascherano, ma sappiamo bene chi sono ...

27 luglio 2011

Il Calamo, la rivista multimediale mensile



Il Calamo, la rivista multimediale mensile promossa dai Giovani Musulmani d’Italia, si propone di interpretare il pensiero, le aspettative, le riflessioni, le idee, gli umori, dei “ nuovi italiani”, protagonisti indiscussi di una società multietnica in continua evoluzione, esistente, ma non ancora pienamente riconosciuta dal punto di vista giuridico.
Una rivista ideata e redatta da giovani per giovani, lo spaccato di un’ Italia che cambia velocemente, a dispetto dell’arretratezza istituzionale, il prodotto di una generazione sospesa, in bilico tra due mondi differenti ma non per questo necessariamente portatori di sistemi valoriali contrastanti e incompatibili; un luogo per conoscere questo misterioso “ altro”, che così altro, in fondo, non è, riconoscersi nella condivisione del quotidiano, dialogare, cercarsi, comprendersi.

http://www.ilcalamogmi.it/

Minareti: le riflessioni di alcune realtà islamiche (13.2.2010)

A quasi tre mesi dal no ai minareti espresso dal popolo, Strada Regina ha raccolto le riflessioni di alcune realtà islamiche, in Ticino e in Svizzera. Saïda Keller-Messahli, presidente del Forum per un Islam progressista, Hisham Maizar, presidente della Federazione delle organizzazioni islamiche in Svizzera, Jelassi Radouan, imam della Lega dei musulmani in Ticino, Slaheddine Gasmi, presidente della Lega dei musulmani in Ticino. Il servizio si apre con una provocazione del teologo cattolico Sandro Vitalini.

Guarda il video

GuideUS TV Channel

Canale in inglese GuideUS TV Channel

26 luglio 2011

La conclusione del 2° patto (21.07.2011)

Come si conclude il secondo Patto tra il Profeta Muhammad (Pace e Benedizioni su di lui) e il gruppo di musulmani provenienti da Yathrib (ora Medina)

23 luglio 2011

Oslo, l’Islam e la figuraccia dei giornali

Da il Fatto Quotidiano

Sarebbe alto e biondo, non moro con baffi e barba pronunciati. La carnagione chiara e non olivastra. Un fondamentalista cristiano e non un estremista islamico. Di estrema destra e senza la kefiah rossa palestinese. Non si chiamerebbe né Abu, né Arid, né Osama, ma Anders Behring Breivik. Non è afghano né arabo il responsabile della terribile strage di Oslo, ma norvegese.

Eppure è bastato che qualcuno ventilasse l’ipotesi, senza riscontro alcuno, di un attentato terroristico di Al Qaeda per indurre giornali e tv in ogni parte del mondo ad attribuire la responsabilità della strage ai nipotini di Bin Laden. Parte dei nostri quotidiani non sono stati da meno. Il Fatto ha riportato la notizia. Repubblica e gli altri quotidiani di centrosinistra hanno descritto l’episodio interrogandosi sulla matrice dell’attentato e suggerendo alcune possibili responsabilità. A destra un verdetto senza appello: “L’attacco odierno potrebbe anche essere frutto della rabbia covata nel mondo islamico dopo la pubblicazione delle vignette del Profeta Maometto” (Il Giornale). “Nell’anno 2006, un piccolo giornale norvegese ha rilanciato alcune vignette su Maometto ritenute oltraggiose dall’intera comunità musulmana. Oslo ha così attirato su di sé la reazione rabbiosa degli islamici”. (Il Tempo).

Ma il capolavoro lo fa Libero: “Con l’Islam il buonismo non paga. Norvegia sotto attacco: un massacro. Fine dell’illusione. Rischia anche l’Italia”. Non un’ipotesi formulata alla pari di altre, ma una tesi pressoché definitiva, preconfezionata, corredata da editoriali, approfondimenti, ricostruzioni storiche dei recenti attentati di matrice islamica. Il colpevole è individuato senza attendere la minima verifica, e sbattuto in prima pagina, contribuendo ad alimentare paura e terrore.

Il giorno dopo, quando la verità viene a galla, la tesi è ribaltata, come se nulla fosse, senza chiedere scusa ai lettori. Ma intanto il germe è nuovamente iniettato. Una riflessione sul rigore dell’informazione sarebbe auspicabile…


22 luglio 2011

Sermone: la vera Fede (22.07.2011)

Tema:
Cosa significa avere la Fede.

In verità i [veri] credenti sono quelli i cui cuori tremano quando viene menzionato Allah e che, quando vengono recitati i Suoi versetti, accrescono la loro fede. Nel Signore confidano, [Corano, 8:2]




Finanza islamica

L'Islam nella Bibbia

da arabcomit


L'essenza della religione islamica e' il puro monoteismo (tawhid): esso consiste nell'  adorazione indirizzata solo ed esclusivamente verso Dio, nella fede in Lui e nei messaggeri da Lui inviati. La Bibbia fornisce ampie prove che supportano tale affermazione.

Il primo dei dieci comandamenti asserisce proprio che : "Io sono il Signore tuo Dio, non avrai altro Dio al di fuori di me. Non ti farai idolo o immagine alcuna di quanto e' lassu' nel cielo ne' di quanto e' quaggiu' sulla terra, ne' di cio' che e' nelle acque sotto la terra. Non servirai alcuno poiche' io sono il Signore tuo Dio". (Esodo 20:2-4).
"Sappi dunque oggi e conserva bene nel tuo cuore che il Signore e' Dio lassu' nei cieli e quaggiu' sulla terra: e non ve n'e' un altro" (Deuteronomio 4:39).

"… e comprendiate che sono io. Prima di me non fu formato alcun dio, ne' dopo ce ne sara'. Io, io sono il signore, fuori di me non v'e' salvatore" (Isaia 43:10-11).
"… non sono forse io il Signore? Fuori di me non c'e'altro dio; Dio giusto e salvatore non c'e' fuori di me. Volgetevi a me e sarete salvi, paesi tutti della terra, perche' io sono Dio: non ce n'e' un altro. Lo giuro su me stesso" (Isaia 45: 21-23).

La seconda parte della formula di fede islamica, la fede in Maometto come inviato di Dio, si riallaccia alla frase pronunciata da Gesu' in Giovanni 17:3:
"E questa e' la vita eterna: che essi conoscano te, unico vero Dio, e Gesu' Cristo che tu hai mandato". Il verso puo' essere chiaramente parafrasato secondo la formula di fede islamica: "Non c'e' dio al di fuori di Dio e Gesu' Cristo e' il messaggero di Dio", che ha lo stesso significato di "Non c'e' dio al di fuori di Dio e Mohammed e' il messaggero di Dio".
Allo stesso modo, al tempo di Mose' la professione di fede testimoniava l'unicita' di Dio e la fede in Mose' in quanto suo messaggero ed inviato.
La fede islamica implica infatti il riconoscimento della missione di tutti gli inviati di Dio antecedenti la venuta di Mohammad.

20 luglio 2011

Islamic Relief Svizzera

Le réseau d’eau existant dans la bande de Gaza est en grande partie mal organisé et non configuré pour répondre aux besoins de la population, rendant l’accès à l’eau difficile voire impossible pour certains. D’autre part, les incursions répétées de l’armée israélienne au sein de la bande de Gaza ont endommagé ou détruit les canalisations en de nombreux endroits. A cela s’ajoute encore une population en forte croissance et concentrée sur un territoire réduit.


L’Afrique est le continent le plus pauvre du monde, 34% de sa population souffre de malnutrition aigüe dont 17% sont des enfants de moins de 5 ans. Seulement, malgré ces chiffres alarmants, l’Afrique reste une des causes les plus oubliée par le monde. Conflits réguliers, famine, sécheresse et réfugiés sont le lot quotidien des Africains, en particulier dans la région du Sahel.


Face à la situation en Syrie et au Yémen, Islamic Relief a décidé d’intervenir pour soutenir les populations affectées.


Islamic Relief Suisse

Come aiutare

17 luglio 2011

Islamophobia - Nouman Ali Khan

ora ci sono i sottotitoli in italiano a questo video. è un discorso di Nouman Ali Khan sulle origini della predicazione di Muhammad (saws), su come fu male accolta dall'elite della Mecca e perchè, sull'importanza dei principi di giustizia ed uguaglianza.

- cliccare su "cc" per sottotitoli -

"Peccato per l'incontro che non c'è stato"

Il Vescovo Grampa visto da fuori: ebrei, musulmani, protestanti

di CLEMENTE MAZZETTA

Grampa sembra risaltare come un uomo del dialogo verso musulmani ed ebrei. L'incontro con i musulmani ebbe il suo momento più significativo nel 2009, quando Grampa entrò nella moschea di Viganello a piedi nudi, ma con la croce al collo. "Fu un incontro storico: per noi è stato un uomo del dialogo, aperto", ricorda l'imam Sheikh Samir Jelassi Radouan, che aggiunge: "Mi auguro che chiunque arrivi dopo di lui prosegua in questo dialogo fra le religioni che sono un punto di incontro ".

Leggi l'articolo intero su Il Caffé

Il Secondo Patto (07.07.2011)

Il primo Patto (23.06.2011)

Lezione del 23.06.2011
Il primo patto del Profeta con i musulmani

16 luglio 2011

I musulmani: "Eppure a noi la croce non dà fastidio"


A Cadro è guerra tra cristiani. 
I musulmani: "Eppure a noi la croce non dà fastidio"

CADRO – È guerra tra cristiani a Cadro. Il crocifisso potrebbe tornare nelle scuole (in un corridoio, più precisamente) vent’anni dopo la sentenza del Tribunale federale che ne aveva decretato la soppressione. A deciderlo, come riportato dal GdP negli scorsi giorni, è stato il Municipio, su sollecitazione del consiglio parrocchiale. L’idea ha subito suscitato un polverone. E la comunità si è spaccata in due. Tra i contrari, molti sostengono che il crocifisso sarebbe un simbolo offensivo per le altre religioni. “Non capisco – dice Sheikh Samir Jelassi Radouan, imam di Lugano –. Eppure a noi quel simbolo non dà alcun fastidio”.

Come spiega quello che sta accadendo a Cadro?
Devo subito fare una premessa: nella società ci sono così tanti problemi, dalla droga alla disoccupazione, passando per la violenza, che non capisco perché bisogna crearne di nuovi. A volte mi sembra che la gente non abbia altro a cui pensare. Detto ciò, la vicenda di Cadro dimostra che c’è una certa fragilità nella società moderna.

In che senso?
Molta gente oggi è contro le religioni in genere. Senza distinzioni. E l’esito della recente votazione sui minareti ne è la prova. La religione, anziché essere vista come una ricchezza, è percepita come qualcosa di pericoloso, di nocivo. E poi c’è un altro problema forse legato al cristianesimo. Non so come spiegarlo. Ma mi sembra che ogni volta che si parla di crocifisso a scuola si voglia fare polemica, più che rispettare le altre culture. 

Voi musulmani, dal vostro punto di vista, come vivete questo fenomeno?

Ci sentiamo spesso chiamati in causa inutilmente. E credo valga anche per gli esponenti delle altre religioni. Noi chiediamo solo il rispetto per la nostra cultura. E basta. Non abbiamo mai chiesto ai ticinesi di rinunciare ai loro simboli religiosi.

Cosa succederà ora a Cadro?
Secondo me dovrà decidere la maggioranza dei genitori che hanno figli in quella scuola. Se la maggioranza vince, il crocifisso va tolto. Certo che, pensando alle radici della gente che vive in Ticino, sarebbe un segno di debolezza.

fonte su Ticinonline

Nascosto sotto il velo il desiderio di Ticino

Il progetto di due ONG e dell'imam Jelassi

Una vita piena, un lavoro, una famiglia, una vita sociale attiva. Poi un viaggio che, volente o nolente, ti porta in Ticino. Ma a Lugano non si parla la stessa lingua, è difficile trovare un lavoro e ricostruire legami, sia all’interno della comunità musulmana, che ospita persone di culture e etnie diverse, sia nella realtà locale, dove il velo crea già la prima barriera.

Continua su il Giornale del Popolo

ISLAM IN ITALIANO TICINO/ BOUSSALEM RIAD

Il Blog di questo fratello é il suo regalo per tutti i musulmani in Ticino, che Allah lo ricompensi lui e tutta la sua famiglia. Ameen.

Image du Blog locarnoalgeria.centerblog.net
Source : locarnoalgeria.centerblog.net sur centerblog.

13 luglio 2011

"Io, imam, assisto chi prega e spera"

di Fausto Biloslavo

Sheikh Samir Jelassi Radouan, franco tunisino, 40 anni, è l'imam della moschea di Viganello. Il primo religioso islamico formato in Europa, che assiste i detenuti islamici nel canton Ticino.



Lei fa l'imam nel carcere La Stampa?
"Diciamo che da una parte garantisco l'assistenza spirituale ai detenuti di religione islamica e dall'altra li aiuto a reinserirsi nella società, nel momento in cui verranno scarcerati. Condivido questo ruolo con l' associazione "Comunità islamica in Ticino".

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Destra e musulmani più vicini, l’Udc a piedi scalzi in moschea

di CLEMENTE MAZZETTA


Metti un deputato dell’Udc e un imam, portali all’interno di una moschea. Falli sedere per terra, uno di fronte all’altro, a discutere di minareti, del divieto su cui si voterà il prossimo 29 novembre. Il risultato? Un primo esercizio di un dialogo fra opposte posizioni, che ha avuto come protagonisti il deputato dell’Udc Marco Chiesa e l’Iman Sheikh Samir Jelassi Radouan.


Chiesa, giacca e cravatta, si è appena tolto le scarpe, all’ingresso della moschea, ed ecco che gli viene incontro l’iman Jelassi Radoua con la classica tunica color caffelatte: “Salam aleikum”. 
Poi si entra. I due si “accucciano” per terra, sui tappeti  che ricoprono il pavimento, una stanza sei metri per sei. Chiesa incrocia le gambe: resterà così per tutto il dibattito, un’oretta, senza fare una piega. “Inevitabile che sia io a discutere con voi sono originario di Viganello… – cerca di scherzare –; non per niente mi chiamo Chiesa”.  Per smorzare la tensione, che si avverte palpabile – si saprà che non tutti erano favorevoli a questo incontro - l’imam sorride calorosamente. Fa sedere attorno gli ultimi musulmani che si sono attardati nella preghiera. “Non abbiamo armi, e  visto che siamo tutti sullo stesso terreno – per terra – penso arriverà la saggezza”.
Nessuna immagine sulle  pareti della moschea, solo scritte in arabo, bellissime e misteriose.
Chiesa inizia spiegando di esser a favore della libertà di religione, “ma contro l’ostentazione di simboli, come il minareto, costruzione non necessaria, come ha detto anche Youssef Nada (l’ingegnere italo-egiziano che era stato iscritto nel 2001 nella “Black List” poi scagionato grazie anche al senatore Dick Marty)”,  ribatte  un musulmano in modo concitato: “Ma Nada è un bussinesman non un uomo di religione”
Chiesa insiste: “Sarebbe un bel gesto da parte della comunità musulmana rinunciare ad una simbologia che può essere letta come simbologia di superiorità islamica, perché  siete da noi come parte integrante della società, ma parte minoritaria”.
Attorno si sente un  brusio di disapprovazione. L’imam imperturbabile, chiede ai presenti di stare in silenzio. Sorride e ribatte: “Non si può negare che il minareto è  un componente della moschea. Io, come musulmano, non mi permetto di dire ai cristiani  di costruire la loro casa di culto in un certo modo, seguendo un determinato modello”. Poi l’affondo. Mette una mano sul ginocchio di Chiesa in modo amichevole, e dice:  “Se la costituzione svizzera garantisce la libertà di culto, garantisce e rispetta anche i luoghi e le costruzioni dei luoghi di culto”.
Sheikh Samir Jelassi Radouan, 40 anni è originario di Tunisi, che ha proprio una cattedrale con due torri campanarie. “Da noi c’è una convivenza pacifica fra cristiani, musulmani ed ebrei”.
Chiesa contesta che l’Udc voglia dare avvio ad una guerra di religione: “Parliamo solo di identità. Anche in Indonesia le moschee non hanno i minareti...”.
“E dov’è il problema – l’interrompe uno dei presenti -. Se i musulmani decidono di costruire una moschea con o senza minareti, è un problema loro”.
L’imam, chiede calma e riprende i dibattito. Appoggia di nuovo una mano sul ginocchio di Chiesa, lo guarda negli occhi: “Ma oggi, in Svizzera, ci si vuole obbligare a non costruirli: questa è  discriminazione”
“Ma anche noi ci sentiamo discriminati come cristiani se il nostro vescovo non può visitare le scuole, se non possiamo esporre i crocifissi – ribatte Chiesa -. E mentre ci dicono di togliere i simboli cristiani, vediamo una comunità come quella musulmana  che vuole esporre con molta evidenza un elemento importante  come il minareto…”. 
Pausa. Poi aggiunge: “Ma al mio amico fratello musulmano  non precludo di esercitare la sua fede”.
L’ imam alla parola “amico” si illumina: “Certo, ma noi viviamo in una società multiculturale e, secondo, domandiamoci: chi sono i musulmani della Svizzera? Sono cittadini di questo Paese, o sono cittadini di secondo grado?”.
Il dibattito dopo una mezz’oretta si è fatto un po’ concitato. Si parla di tutto. Anche dei campanili. Il ghiaccio è rotto. L’imam conclude “Abbiamo una sfida enorme: costruire una cultura per poter vivere in armonia insieme”.   E Chiesa di rimando. “Noi vogliamo sostenere le tradizioni cristiane. Ma voi siete parte integrante della svizzera”. Alla fine si abbracciano.


Leggi l'articolo su Il Caffé

12 luglio 2011

Video Rai.TV - Cominciamo bene 2011 - Ti sei mai sentito discriminato?

Dal punto 01:16:20 parla la presidentessa del "Movimento per la tutela dei diritti dai Musulmani" Silvia Layla Olivetti.

Video Rai.TV - Cominciamo bene 2011 - Ti sei mai sentito discriminato?

Teleticino - No-Burqa: in Ticino solo a volto scoperto?

Dibattito televisivo sull’iniziativa popolare costituzionale che ha raccolto oltre 11.600 firme

In studio, moderati dal giornalista del Corriere del Ticino Gianni Righinetti, interverranno due favorevoli e altrettanti contrari. Con Ghiringhelli ci sarà Marina Masoni, membro del comitato dell’iniziativa antiburqa. Sul fronte dei no ci sarà Ola Himmat, portavoce della Comunità islamica nel Canton Ticino e il deputato in Gran Consiglio per il Partito socialista Mario Branda.

Teleticino - No-Burqa: in Ticino solo a volto scoperto?

L'andicap nella religione islamica

Il Che rapporti ci sono fra religione e andicap? In che modo la religione sostiene e promuove il rispetto e l’integrazione della persona con andicap nella società? Iniziamo questa analisi parlando di Islam, una religione monoteistica le cui regole sono enunciate nel Corano

Leggi l'articolo su ftia

11 luglio 2011

Il ruolo dell’Islam politico nella Primavera Araba


Articolo tratto da Medarabnews


Fin dai primi giorni delle rivoluzioni popolari che, partendo dalla Tunisia e poi dall’Egitto, si sono propagate in quasi tutto il Medio Oriente dando vita alla cosiddetta “Primavera Araba”, l’Occidente si è ripetutamente interrogato sul ruolo giocato dai partiti e dai movimenti islamici in queste rivolte, e sul peso politico che essi avrebbero avuto nel successivo periodo di transizione.

E’ stato detto più volte che i movimenti e le correnti di ispirazione islamica non hanno avuto un ruolo nello scoppio delle rivolte, e non sono stati alla guida del movimento popolare, il quale si è caratterizzato per l’assenza di slogan islamici nelle sue rivendicazioni.

Le forze politiche islamiche, al pari di tutte le forze di opposizione nei paesi arabi, sono state lungamente represse e perseguitate attraverso dure campagne di arresti e di intimidazione da parte dei regimi al potere, e di conseguenza non avevano la forza di organizzare un potente movimento di protesta.[Continua]

Leggi l'articolo intero su Medarabnews

10 luglio 2011

Macellazione islamica: obbedienza a Dio

118. Mangiate di quello sul quale è stato menzionato il Nome di Allah, se credete nei Suoi segni.

119. Perché non mangiate quello su cui è stato pronunciato il Nome di Allah, quand'Egli vi ha ben spiegato quello che vi ha vietato, a parte i casi di forza maggiore? Molti traviano gli altri a causa delle loro passioni e della loro ignoranza. Il tuo Signore conosce i trasgressori meglio di chiunque altro.

120. Lasciate la forma e la sostanza del peccato. Coloro che si caricano del peccato saranno compensati per quello che avranno guadagnato.

121. Non mangiate ciò su cui non sia stato pronunciato il Nome di Allah: sarebbe certamente perversità. I diavoli ispirano ai loro amici la polemica con voi. Se li seguiste sareste associatori.

122. Forse colui che era morto, e al quale abbiamo dato la vita, affidandogli una luce per camminare tra gli uomini, sarebbe uguale a chi è nelle tenebre senza poterne uscire? Così sembrano graziose ai miscredenti le loro azioni.


[Corano, 6:117-122]

Cosa si intende con sottimissione a Dio e cosa vuol dire una macellazione avvenuta con la Misericordia sel Signore?

Mercy Halal Islamic Slaughter
Ecco la preparazione alla macellazione islamica, ecco il valore e lo scopo delle parole di Allah con le Sue creature. [in inglese]



06.05.12 RETE UNO: ALIMENTAZIONE HALAL E KOSHER (21'20" - 19.53MB)
(con Sheikh Samir Radouan Jelassi)

9 luglio 2011

Islam: La religione più antica

RABBI ABRAHAMSON (Benyamin Abrahamso) Rabbino Ebreo Ortodosso Chassidico, storico e consulente per la corte di Gerusalemme.

"Jihad minore": GUERRA E PRECETTI

“A coloro che sono stati aggrediti è data l'autorizzazione [di difendersi], perché certamente sono stati oppressi e, in verità, Allah ha la potenza di soccorrerli; a coloro che senza colpa sono stati scacciati dalle loro case solo perché dicevano : "Allah è il nostro Signore"…”.
Corano Sura 22 v.39-40

Leggi l'articolo

Solidarietà al Popolo Libico

Volantino distribuito alla manifestazione in sostegno del popolo libico del 26 Febbraio 2011


La Libia ha gli stessi abitanti della Svizzera ma è 43 volte più grande, è ricca di idrocarburi e sopprattutto di petrolio di ottima qualità senza troppi residui inquinanti.



Muammar Gheddafi prese il controllo del paese con una rivoluzione 42 anni fa (1969) e da allora governa la nazione. Da 35 anni solo 120 persone di alternano nei diversi uffici ministeriali, detenendo il controllo assoluto sulla nazione.

I proventi dalla vendita del petrolio ammontano a 70 miliardi di dollari all'anno, mentre le spese del governo ammontano a 4 miliardi all’anno, dunque la differenza finisce nelle sue tasche.

Di questa immensa ricchezza , quasi niente va al popolo, dove il 30% vive sotto la soglia della povertà.

Non vi è nessuna libertà di opinione, per esempio nel 1996 fece massacrare in solo 2 ore ben 1200 oppositori politici nella famosa prigione di Abuslim a Tripoli.

Non esiste ne giustizia, ne libertà, e neppure dignità. Di conseguenza i giovani disoccupati hanno cominciato a manifestare contro la loro condizione di discoccupati senza speranza nel futuro.

La prima manifestazione è stata repressa con le armi, di conseguenza la popolazione civile (composta pure da vecchi e bambini) ha cominciato a ribellarsi a questo regime crudele.

Una volta avuta la popolazione contro, e di conseguenza i militari che si rifiutavano di eseguire gli ordini, Gheddafi ha assoldato mercenari provenienti da diverse parti del mondo (pure dall’Est Europa).

Rovesciare il regime è diventata la priorità per il popolo libico: ormai è questione di vita o di morte.



Il Dopo Gheddafi.

Fino all’arrivo di Osama Bin Laden sulla scena mondiale, Gheddafi era il più grande sponsor del terrorismo internazionale. L’ideologia della matrice terroristica è uscita da uomini finiti sotto le torture di questi regimi, e il 99% delle vittime del terrorismo sono gli stessi musulmani.

Con queste premesse possiamo notare come questi regimi sono la causa diretta ed indiretta del terrorismo islamico, e possiamo comprendere perché la popolazione di queste zone non sosterrà mai l’avvento di frange terroristiche al potere.

Bisogna liberarsi di questi regimi se vogliamo proteggerci anche noi dal terrorismo.

La Svizzera conosce già Gheddafi (Caso dei due svizzeri presi in ostaggio, proposta si smembrare la Svizzera, chiamata alla Jihad contro la Svizzera), e speriamo che agisca con tutti i suoi mezzi a disposizione per fermare questo regime, e per aiutare il popolo libico a guadagnarsi la sua libertà.


La Lega dei Musulmani in Ticino.

Il Quotidiano, RSI


Il Messaggio - Al Risala

Film hollywoodiano con Antony Quinn sulla nascita dell'Islam

7 luglio 2011

FNS: i musulmani troppo spesso presentati come minaccia, studio

Leggi l'articolo su Swissinfo del 06 luglio 2011

"I musulmani sono spesso presentati come un pericolo per la Svizzera. È quanto emerge da uno studio del Fondo nazionale per la ricerca scientifica (FNS) pubblicato oggi. Questo schematismo sarebbe da ricondurre a tre motivi principali: gli attentati terroristici all'estero, una tattica dei partiti populisti di destra e la tendenza dei media alla polarizzazione e alla generalizzazione.

Per capire come questa generalizzazione sia potuta emergere, due sociologi dell'Università di Zurigo hanno analizzato quotidiani e settimanali dal 1960 a oggi e scandagliato trasmissioni d'informazione diffuse dal 1998 alla Televisione della Svizzera tedesca (SF).

Per lungo tempo, i musulmani non sono stati menzionati nel dibattito pubblico come gruppo religioso. Le cose sono notevolmente cambiate dopo gli attentati terroristici del settembre 2001 negli Stati Uniti. "All'inizio, i media facevano una chiara distinzione tra il terrorismo islamico all'estero e i musulmani in Svizzera, ben integrati e pacifisti", osserva Patrik Ettinger uno dei ricercatori.

La svolta si è prodotta a partire dal 2004, con gli attentati di Madrid, di Londra (2005) e successivamente con la controversia sulle caricature di Maometto (2006). La percezione di un islam bellicoso coinvolto in conflitti internazionali è stata sempre più generalizzata ai musulmani svizzeri, sottolinea lo studio.

L'analisi dei sociologi mostra come tale prospettiva sia stata sostenuta soprattutto dall'Unione democratica di centro. Nei suoi annunci e sui suoi manifesti elettorali, l'UDC ha vieppiù sottolineato l'origine musulmana dei migranti, oltre alla loro origine etnica, ad esempio nella campagna del 2004 per la votazione sulle naturalizzazioni agevolate degli stranieri della seconda e terza generazione.


Esponenti di altri partiti e rappresentanti dei media hanno sì criticato questa campagna, qualificandola come "razzista e provocatoria", ma non v'è stato praticamente alcun dibattito di fondo.

Nell'ambito dell'iniziativa anti-minareti, i resoconti nei media su questa minoranza sono diventati sempre più generalizzanti e negativi. Infine, durante la copertura mediatica dell'iniziativa anti-minareti, il fenomeno è apparso in modo particolarmente flagrante."

sda-ats

6 luglio 2011

TICINO - "Quante battutacce contro neri e musulmani"

"Razzismo democratico - Lo studio pubblicato dalle autorità federali sostiene che i più bersagliati da episodi di razzismo siano i neri e i musulmani..."

Francesco Mismirigo, delegato ticinese all'integrazione: "Trend trasversale preoccupante"

Leggi l'articolo su ticino online



LUGANO - "Stiamo assistendo a un trend trasversale preoccupante. Stranieri presi di mira da battutacce, frasi ironiche pesanti. Sì, devo ammetterlo: mi giungono diverse segnalazioni da parte delle varie comunità sparse sul territorio". Francesco Mismirigo, delegato ticinese all'integrazione, non crea allarmismi, ma si limita a (ri) constatare una realtà piuttosto sconcertante. Un razzismo più o meno silenzioso che regna da Airolo a Chiasso. E che rispecchia, in un certo senso, quanto sta accadendo nel resto della Svizzera. Proprio stamattina, infatti, la Commissione federale contro il razzismo ha parlato, tramite la pubblicazione di uno studio, di casi di xenofobia in aumento su territorio nazionale. Con ben 178 segnalazioni nel 2010 (+16 rispetto all'anno precedente).

3 luglio 2011

la verita sull'islam (i falsi miti)

I falsi miti


RABBI ABRAHAMSON (Benyamin Abrahamso) Rabbino Ebreo Ortodosso Chassidico, storico e consulente per la corte di Gerusalemme.



Le donne musulmane


L'Islam é libertà


il Profeta Muhammad nella Bibbia





Islam in breve


2 luglio 2011

Sermone: Credere nel "al-Isra wa al-Mi'raj" (01.07.2011)

Sermone del venerdì 01.07.2011
Tema: Il musulmano deve credere al viaggio fisico del Profeta (s.a.w.s.) nel viaggio notturno a Gerusalemme e nell'ascienzione al cielo

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Invero, la religione presso Allah è l'Islàm

Allah testimonia, e con Lui gli Angeli e i sapienti, che non c'è dio all'infuori di Lui, Colui Che realizza la giustizia. Non c'è dio all'infuori di Lui, l'Eccelso, il Saggio. Invero, la religione presso Allah è l'Islàm*. Quelli che ricevettero la Scrittura caddero nella discordia, nemici gli uni degli altri, solo dopo aver avuto la scienza. Ma chi rifiuta i segni di Allah, [sappia che] Allah è rapido al conto. [Corano, 3:18-19]
*[“la religione presso Allah è l'Islàm”: nel rapporto tra uomo e il suo Creatore, (gloria a Lui l'Altissimo) la posizione del primo non può essere che di totale sottomissione, cioè islamica]